…colui che fa sparire il buio, colui che da’ calore, colui che con il suo caldo bagliore da speranza..

L’origine della candela è legata alla scoperta del fuoco da parte dell’uomo. I popoli primitivi iniziarono con l’utilizzo di torce imbrattate di grasso animale e costituite più avanti, di resina per illuminare il cammino durante la notte. Già gli Etruschi le costruivano con del sego e come stoppino utilizzavano giunchi o stoppa. Mentre gli Egizi le realizzavano con fibre in papiro intrecciate e ricoperte di pece o cera d’api.

Per i Greci ed i Romani, invece, erano considerate proprietà degli Dei poiché le api erano loro messaggeri e la loro fiamma era simbolo di saggezza, di speranza e di vita. Diventavano così dono divino e come tali venivano utilizzate sugli altari e nelle cerimonie sacre. Dato il suo costo elevato, per secoli la cera d’api venne utilizzata per produrre candele ad uso escluso di aristocrazia e clero. Queste bruciavano lentamente ed emanavano una dolce fragranza di miele.

Al contrario, l’unica fonte di illuminazione per le classi più povere, consisteva in candele costituite di sego; grasso animale decisamente dall’odore più intenso e pungente.

Nel laboratorio, il Mastro Ceraio, per la produzione delle candele, utilizza la tecnica “ad immersione”.

Si realizza lo stoppino (generalmente un filo di lino), e lo si immerge ripetutamente nella cera bollente liquida. La cera, all’aria esterna, si raffredda rapidamente e la candela cresce a cerchi concentrici con un albero fino ad assumere la forma desiderata